La Risonanza Magnetica
La Risonanza Magnetica Nucleare (RMN) è una tecnica di diagnostica per immagini avanzata nata alla fine degli anni 40 come tecnica utilizzata dai biochimici per l’analisi della chimica molecolare e della struttura dei materiali, e solo in un secondo momento, a partire dalla fine degli anni 80 adattata alla medicina per scopi diagnostici.
La risonanza si basa sull'utilizzo di un campo magnetico e onde elettromagnetiche a radiofrequenza che poi vengono elaborate da un computer ottenendo così immagini dettagliate del distretto corporeo analizzato.
Con questa tecnica molte malattie e alterazioni degli organi interni possono essere visualizzate e quindi facilmente diagnosticate. Tramite la RMN sono ben visibili i tessuti molli ed è possibile la discriminazione tra tipologie di tessuti non apprezzabile con altre tecniche radiologiche.
E’ una tecnica multiplanare, che acquisisce direttamente le immagini in tre dimensioni e che sfrutta processi biochimici. La ricostruzione delle immagini è in funzione del legame biochimico delle molecole, basandosi sulla struttura della materia. Questo comporta un’a ltissima risoluzione di contrasto delle immagini, che consente di cogliere formazioni anatomiche strutturalmente diverse, ad esempio il muscolo e il tendine, la cartilagine e l’osso. In questo modo diventa possibile rappresentare strutture completamente diverse sulla stessa immagine, contrariamente a quanto avviene con la TAC. E’ uno strumento non invasivo, né dal punto di vista dell’energia che utilizza, poiché non si avvale di radiazioni, né dal punto di vista dell’e secuzione dell’esame, poiché anche in caso di ricorso alla somministrazione del mezzo di contrasto questo ha un potere allergizzante molto basso e sicuramente inferiore a quello utilizzato con la TAC.

